La prima e penultima volta che ho visto Past Lives era il Febbraio 2024, l’ultima quasi per caso ieri sera.

Incontri
Strade che si dividono

Quando uscì al cinema questo film ci andai da solo senza sapere nulla della trama e ne uscii dalla sala con un PTSD superato solo da “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, tra le altre cose menzionato pure in Past Lives stesso.

Past Lives segue la vita di Nora e Hae Sung, amici d’infanzia e primi amori a Seoul, separati improvvisamente dalla decisione della famiglia di lei di emigrare in Canada.

Nora e Hae Sung si perdono di vista, le loro vite proseguono su binari diversi e solo 24 anni dopo si incontreranno nuovamente faccia a faccia.

In-Yeon

Un film struggente che tocca il concetto buddista del “In-Yeon” (인연), in italiano “destino” o “provvidenza”.

Ovvero l’idea che ogni incontro tra le persone in questa vita non sia casuale ma il risultato di incontri e legami avuti in vite precedenti. Più forte il legame e più significa che tale relazione è il risultato del lavoro fatto nelle vite passate, come una roccia formata da millenni di sedimentazione.

Un concetto bellissimo che da una parte aggiunge un prezioso valore alle relazioni, ma dall’altro lascia con una sensazione di profonda malinconia e amaro in bocca.

Se non ha funzionato è perché forse semplicemente non doveva accadere in questa vita, nella prossima chissà.

Prospettive

Past Lives è un bicchiere mezzo pieno/mezzo vuoto, puoi vederci la storia mancata di un amore profondo che in un altro contesto avrebbe potuto sbocciare oppure la bellezza e il profondo valore dei rapporti umani, vite che nonostante tutto si incontrano, anche solo per percorrere insieme un breve tratto e poi magari non incrociarsi mai più.

Il me del 2026 ha finito Past Lives con gli occhi lucidi ma con il sorriso di chi questa volta ha scelto di vedere il bicchiere mezzo pieno.

Perché in fondo la verità è che, nonostante tutto, ci siamo incontrati.

Nonostante tutto, ci siamo incontrati
Nonostante tutto, ci siamo incontrati