Negli anni ho imparato a cambiare il focus dal volere capire gli altri, nelle loro ferite e comportamenti, a volere capire me stesso nella mia complessitĂ  e nelle mie contraddizioni, imparando che il punto di partenza per guarire e crescere siamo sempre noi e non il mondo che ci circonda.

Come capita a molti, in passato mi sono trovato in dinamiche relazionali complesse e ogni volta una parte di me si ritrovava in un ruolo ansioso a cercare di rimediare a quelle mancanze di reciprocità e chiarezza. Un ruolo che nel tempo ho compreso essere cresciuto con l’idea del soccorritore, colui che rincorre e che compensa, anche a costo di privare una parte o la totalità di se stesso.

Quando l’anno scorso ho scoperto questo saggio, Attached di Amir Levine e Rachel Heller, ero in un momento di grande evoluzione personale, portando avanti ormai da tempo un lungo processo di lavoro interiore che ho spesso definito come “l’analisi, la distruzione e ricostruzione di me stesso”, con l’obiettivo di comprendere proprio i miei pattern relazionali che tanto mi avevano condizionato nelle relazioni e frequentazioni della mia vita.

Attached lo divorai in pochi giorni, provando una costante sensazione di rivelazione personale, come quando alla fine di un film dalla trama complessa finalmente riesci ad unire i puntini e comprendere ciò che fino a poco prima sembrava senza senso.

Bologna - Aprile 2026
Bologna - Aprile 2026

I tre pilastri

Il saggio punta a comprendere le relazioni amorose attraverso la lente della teoria dell’attaccamento, a partire dalla definizione delle tre categorie principali:

  • Il sicuro: Si sente a proprio agio con l’intimitĂ , comunica apertamente i propri bisogni e non teme l’abbandono.
  • L’ansioso: Desidera una forte intimitĂ  e vicinanza, ma è costantemente tormentato dalla paura del rifiuto e dall’instabilitĂ  del rapporto, finendo per ipersensibilizzarsi ai piccoli segnali del partner.
  • L’evitante: Desidera connessione ma allo stesso tempo nel profondo vede l’intimitĂ  come una perdita di indipendenza e autonomia, quando la relazione diventa troppo stretta tende ad allontanarsi, anche utilizzando strategie di disattivazione come fissarsi sui piccoli difetti del partner o triangolare con terzi.

Tipologie di attaccamento molto diverse, spesso presenti in diverse sfumature, che nascono non dal caso ma, come approfondito dal saggio, da un mix di fattori come il tipo di relazione che abbiamo avuto con i nostri genitori, le nostre esperienze sentimentali in etĂ  adulta e secondo molti la genetica.

Lago Michigan - USA - Luglio 2024
Lago Michigan - USA - Luglio 2024

Giochi di incastri

Forse il momento più rivelatore dell’intero saggio, a cui viene dedicato un capitolo intero, è quello della trappola ansioso-evitante, che dimostra ancora una volta quanto gli opposti in natura si attraggono arrivando quasi a completarsi, pure nelle relazioni.

In questa dinamica quello che avviene è un affascinante e terrificante gioco delle parti:

  1. La coppia vive un iniziale profondo momento di intimitĂ  e sintonia,
  2. L’evitante, sentendosi improvvisamente a rischio perdita indipendenza, attiva le sue strategie di disattivazione per allontanare il partner
  3. L’ansioso percepisce questo cambio totale di paradigma come minaccia di abbandono e risponde a sua volta con ricerche di rassicurazione disperate o protestando in maniera non verbale.

In un ciclo di vicinanza e lontananza continuo alimentato dalle briciole offerte dall’evitante e dalla fame disperata dell’ansioso, in una danza più simile a una montagna russa che a un elegante ballo di coppia.

Sopravvivere al mare calmo

E quando l’ansioso capisce la dinamica e decide di smettere di nuotare controcorrente nella tempesta e cercare finalmente la terra ferma, ecco che si ritrova non solo a doversi scontrare con la ferita di quanto successo ma anche a riabituarsi a quella serenità, quel mare calmo, che una relazione non disfunzionale rappresenta.

Riconoscere i propri schemi non cancella magicamente la tentazione di ricaderci ma offre molto di piĂą: la facoltĂ  di scegliere.

Imparare a stare sulla terra ferma significa accettare che la felicità non è una corsa ad ostacoli per dimostrare di essere degni di essere amati, ma una panchina su cui accomodarsi, finalmente, in due.

Malta - Aprile 2026
Malta - Aprile 2026